lunedì 19 gennaio 2009

Una vita connessa


Ho appena finito di leggere l'articolo "Sette abitudini di persone altamente connesse" di Stephen Downes e devo ammettere che alcuni passaggi mi hanno colpita particolarmente:
"Il modo appropriato di vivere in un mondo connesso è quello di condividere senza pensare a ciò che si ottiene in cambio. Si tratta di condividere senza preoccuparsi dei cosiddetti ”free riders”, cioè di coloro che si avvalgono del tuo lavoro. In un mondo connesso fa piacere sentirsi utili, necessari."
Penso che in fondo questo modo di pensare non possa essere solo rilegato al mondo del web, pensandoci un po' l'ho trovato molto simile a qualcosa di più comune e fisico, cioè un rapporto di amicizia, o in più in generale anche ad un legame sentimentale, che può legare persone diverse. E' questo il caso in cui ci si dona all'altro disinteressatamente e interamente: c'è infatti uno scambio continuo di informazioni, pensieri e gesti. La "rete" che si crea cooperando diventa semplicemente la vita di ogni giorno ricca di sensazioni, emozioni e parole, in questo campo qualcosa superiore ad una semplice collaborazione.
"Ciò che fa funzionare la comunicazione online è la comprensione che, dall’altra parte di questo terminale senza vita, c’è un essere umano che vive e respira. L’unico modo per permettere alle persone di capirti è quello di consentire loro di simpatizzare con te, arrivare a conoscerti a sentire empatia nei tuoi confronti . La comprensione ha a che fare tanto con le emozioni quanto con la conoscenza." Senza dubbio questo vale sia per la vita reale che per la "second life" cybernetica, e ritengo che come spesso accade di inciampare di fronte a qualche ostacolo nella prima, ciò possa accadere anche nella seconda. La comprensione tra persone tra loro diverse per vari aspetti, è a volte complicata da raggiungere a causa di molteplici fattori. Come conclude l'articolo infatti la vita online comprende molti aspetti di quella offline, sia quelli positivi che negativi.

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